Numerosi cittadini ed attivisti in piazza Moro sabato sera per ascoltare il programma del M5S in vista delle elezioni europee del 25 maggio e per conoscere i candidati pugliesi

Tag

, , , , ,

Maglie Europa5Stelle_2

Si è svolto sabato 4 maggio il primo comizio elettorale del Movimento 5 Stelle organizzato a Maglie (Lecce) in vista delle Elezioni Europee. Una prima assoluta per una piazza ritenuta difficile per il M5S, visto che parliamo della cittadina che ha dato i natali a Raffaele Fitto, capolista di Forza Italia nella Circoscrizione meridionale. La senatrice Barbara Lezzi ed il collega della Camera Diego De Lorenzis hanno però scaldato a dovere quella piazza già addobbata in vista della festa patronale di San Nicola, e affollata da tanti attivisti e simpatizzanti del M5S, nonché da cittadini semplicemente curiosi di capire da vicino il movimento guidato da Beppe Grillo. “Questo non è e non dev’essere il feudo di Fitto – ha dichiarato la senatrice Lezzi dal palco di piazza Moro – dovete alzare la testa e liberarvi, non avete bisogno di un candidato che vi paghi le bollette dopo avervi ridotto alla fame, non avete bisogno di votare un condannato come Fitto, capace di far perdere alla Puglia 80 milioni di euro di contributi europei. La volontà di questa gente è di affamarvi per poi ricattarvi, è ora di voltare pagina!”. Barbara Lezzi, nel suo appassionato monologo, ha riservato pensieri di fuoco anche per l’operato del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. “I famosi 80 euro con cui spera di comprare il vostro voto saranno al massimo 53, cioè 640 totali divisi per 12 mesi. E hanno una copertura economica tutta da valutare, tant’è vero che verranno messi insieme aumentando altre tasse e riducendo le detrazioni fiscali a favore delle categorie più svantaggiate. Non è questa elemosina una tantum che risolverà i problemi delle aziende che chiudono e dei cittadini che non arrivano alla fine del mese”. Il reddito di cittadinanza già proposto dal Movimento 5 Stelle avrebbe avuto tutto un altro impatto sulla vita del Paese, ha sostenuto la senatrice salentina, rilanciando: “Qui, invece, non si parla d’altro che di nuove tasse, al punto che l’aumento di accise e imposizione fiscale per il 2015 è già stato messo per iscritto nel Documento Economico-Finanziario presentato quest’anno: andate a controllare, è tutto fissato in alcuni semplicissimi commi”. Il tema del ruolo italiano in Europa è stato affrontato anche da De Lorenzis, il quale si è soffermato sull’importanza di ridiscutere le condizioni della restituzione del debito: “Il Fiscal Compact è una misura che ci strozzerà. Noi non diciamo che non dobbiamo pagare i debiti, ma semplicemente che abbiamo bisogno di più tempo. La Grecia, con tutto il rispetto, rappresenta il 2% del PIL europeo, l’Italia è una delle potenze continentali e non può essere abbandonata a se stessa. Dobbiamo ridiscutere le condizioni della restituzione, attraverso l’introduzione degli Eurobond, tramite cui tutti i paesi europei garantiscano per questi debiti”. Presenti al comizio anche tre dei quattro candidati pugliesi: la tarantina Rosa D’Amato ha discusso di ambiente e lavoro, i neretini Cristian Casili e Alfredo Ronzino hanno parlato l’uno dell’importanza della salvaguardia dei prodotti della terra salentina, l’altro della grande forza innovatrice insita nel Movimento 5 Stelle.

Annunci

PER COPRIRE GLI 80 EURO DI RENZI IN BUSTA PAGA AUMENTANO LE TASSAZIONI SULLE RINNOVABILI AGRICOLE

Tag

, ,

Senza alcuna distinzione tra speculazione ed investimento d’impresa, il decreto Irpef toglie dal reddito agricolo i guadagni da produzione di energia rinnovabile, portando la tassazione al 25%

Non soltanto mancano le coperture strutturali, ma sull’altare degli 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti il Governo ha deciso di sacrificare persino il settore delle rinnovabili.
Stava quasi per passare in sordina l’articolo 22 del decreto Irpef che contiene una stangata al reddito di cui beneficiano le aziende agricole produttrici di energia pulita. La norma prevede che tutti gli introiti derivanti dalla produzione da fonti complementari saranno tassati al 25%, mentre sinora tali entrate costituivano “reddito agricolo” e quindi potevano godere della tassazione, più bassa, attraverso la rivalutazione delle rendite catastali.

A partire da quest’anno, l’articolo 22 prevede un totale di risorse pari a 120 milioni di euro nel triennio e lo fa prelevandoli dalle rinnovabili agricole dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, componente M5S della Commissione AgricolturaSe da un lato non potevamo di certo aspettarci dal Partito di De Benedetti una carbon tax che andasse a sanzionare le emissioni inquinanti delle centrali a carbone, dall’altro auspicavamo un minimo di raziocinio nelle misure da attuare. Nessuno nasconde che sotto i redditi agricoli oggi esistono impianti fotovoltaici posizionati a terra di potenze spropositate rispetto ai consumi aziendali, nessuno nasconde che esistono impianti a biogas ubicati in realtà contadine dove l’approvvigionamento di liquami e mais non è minimamente proporzionato alla superficie coltivata: ma era necessario valutare la copertura dei fabbisogni delle realtà agricole, penalizzando le evidenti speculazioni in questo settore che nulla hanno a che fare con l’agricoltura. Questa norma, invececontinua L’Abbate (M5S) – include anche gli impianti rinnovabili dimensionati alle realtà agricole, magari su serre florovivaiste o coperture di capannoni, stalle e stabilimenti produttivi agricoli che sono il frutto di investimenti da parte degli imprenditori di piccole e medie imprese, per attività proporzionate alla dimensione aziendale. Ci chiediamo, quindi, se la tutela tanto sbandierata del settore agroalimentare non si sia già ridotta a mera propaganda televisiva che viene costantemente smentita nei fatti”.

Il decreto Irpef, dunque, rischia di avere effetti devastanti per un settore che vede ora messi in discussione i programmi di investimento ed il fondamentale apporto del credito bancario. Obiettivo dei 5 Stelle sarà lavorare sulla modifica della norma per attuare quei principi di discrezione che vadano a separare chi ha investito nella propria attività agricola, ammodernandola con l’avvento di produzioni energetiche dimensionati al proprio fabbisogno, e chi, invece, ha realizzato impianti speculativi, ben lontani dai fabbisogni aziendali e, pertanto, esterni ad una logica agricola. “Impianti che andranno giustamente tassati come qualsiasi altra realtà produttiva”, conclude L’Abbate (M5S).